giovedì 15 settembre 2016

Uccidevano i cuccioli in un secchio, ora a processo


Viterbo: inizia il processo contro il canile privato che annegava i cuccioli appena nati



L'orribile pratica era frequente e solo la denuncia di due cingalesi che lavoravano nella struttura ha permesso di arrivare al processo.Probabilmente un video tanto cruento non è mai stato proiettato in un'aula di tribunale. Il filmato è alla base di un processo iniziato ieri 13 settembre a Viterbo a conclusione di una indagine giudiziaria iniziata quattro anni or sono sulla morte di numerosi #cuccioli di cane avvenuta per annegamento. 
















Imputata per uccisione, maltrattamento e sevizia su animali è Anna Maria Fontana, la titolare del canile privato Fontana di Viterbo. Davanti al giudice Giacomo Autizi e al pubblico ministero Barbara Santi, compariranno anche un agente del Corpo Forestale, presente al momento del sequestro della struttura, e Loredana Pronio, la presidente dell’associazione FederFida che nel marzo 2012 presentò denuncia in Procura, dopo essere stata allertata da due volontarie della sua associazione.

Una pratica orribile

Una svolta nell'inchiesta in corso da tempo è stata la testimonianza dei due lavoratori cingalesi del canile privato che erano incaricati di "fare il lavoro sporco", ovvero sopprimere decine e decine di cuccioli in modo barbaro e crudele: i due prendevano i poveri animali appena venuti alla luce, li immergevano interamente in 

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